Sabato, 04 Marzo 2017 14:54

La notte degli Oscar 2017

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Forzatamente politica e (troppo) poco eccitante e spettacolare l'89esima edizione degli Academy Awards presentata da Jimmy Kimmel è trascorsa lenta e priva di sorprese (se non nel gran finale). Nonostante questo il buon cinema hollywoodiano, come di consueto, è stato celebrato è i film che più hanno emozionato il pubblico di tutto il mondo hanno portato a casa una buona dose di aspettatissime statuette. Il grande favorito con 14 candidature La La Land ha vinto alla fine "solo" 6 Premi Oscar tra i quali quello per la Miglior Regia, che è andato nelle meritevoli mani di un emozionantissimo Damien Chazelle, e quello per la migliore attrice che Emma Stone ha ritirato tra lacrime di gioia e commozione, mentre l'altro grande favorito, Moonlight, ha collezionato tre vittorie tra cui quella più importante come Miglior Film. Ma quali sono stati in particolare, tra un premio e un altro i pochi momenti più memorabili dell'infinita Notte degli Oscar 2017? (Ri)percorriamoli insieme:

L'apertura di Justin Timberlake

Ad aprire letteralmente le danze dell'89esima edizione degli Academy Awards è stato Justin Timberlake che sulle note della sua hit Can't Stop the Feeling, candidata agli Oscar 2017 come Miglior Canzone per il lungometraggio d'animazione Trolls, è entrato con una schiera di ballerini all'interno del Dolby Theatre di Los Angeles. L'energia contagiosa dell'atto-cantante ha fatto alzare in piedi e ballare a più non posso tutta la platea, dando la prima e ultima sferzata di energia alla lunga notte delle stelle.

Caramelle dal cielo

L'interminabile sequela di premi intervallati da siparietti di poco conto deve essere stata difficile da sopportare anche per chi era in sala in attesa di consegnare un Oscar o di sapere se la propria nomination si sarebbe trasformata nel più ambito dei premi della settima arte. Ed è (forse) proprio per tentare di tenere sveglio il pubblico presente al Dolby Theatre di Los Angeles che Jimmy Kimmel ha più volte fatto cadere dal cielo delle buste contenenti prima caramelle e poi ciambelle (il sogno di Homer Simpson) sulle quali tutti gli ospiti della serata si sono avventati bisognosi, evidentemente, di zuccheri per poter sopportare l'ancora lungo e soporifero show.

Gli infiltrati del bus

Uno dei rarissimi momenti divertenti della notte degli Oscar 2017 non si deve alle performance di noti cantanti o attori bensì all'inaspettata presenza nel Dolby Theatre di un gruppo di sconosciuti turisti che, inconsapevoli di essere catapultati nella diretta della Notte delle Stelle, sono entrati nel noto teatro e si sono ritrovati davanti una platea formata da star internazionali. Dopo un primo momento di smarrimento le ben poco note e sorprese persone si sono lasciate andare e hanno fatto amicizia con attori del calibro di Denzel Washington e Ryan Gosling e, oltre a tornare a casa con qualcosa da ricordare, una loro è anche riuscita a sfilare - con l'aiuto del complice Kimmel - un paio di occhiali a Jennifer Aniston come souvenir di quella che almeno per lei è stata una stravagante serata.

Ritorno al Futuro

Quasi tutti i personaggi chiamati a premiare i loro colleghi durante la Notte degli Oscar 2017 hanno fatto delle entrate abbastanza banali o soporifere. Fortunatamente, però, quel simpatico cialtrone di Seth Rogen (con tanto di Nike autoallaccianti ai piedi) e lo straordinario Michael J. Fox hanno deciso di sbarcare sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles direttamente con la storica Delorean di Ritorno al Futuro per premiare il film vincitore per il Miglior Montaggio, ovvero La Battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson. Uno dei momenti più emozionanti della Notte degli Oscar, soprattutto per la presenza di un attore amato e terribilmente sfortunato.

Michael J. Fox

I tweet per Trump

Che Hollywood non sia affatto contenta del nuovo Presidente degli Stati Uniti è cosa nota, tanto che c'era da aspettarselo che durante la serata degli Oscar di quest'anno le battute al vetriolo contro di lui si sarebbero sprecate. Jimmy Kimmel, infatti, fin dall'inizio dello show ha scoccato qualche frecciatina contro Trump, calcando la mano soprattutto sulle infelici parole che ha speso nei confronti della secondo lui sopravvalutata Meryl Streep. Tra le banali gag anti-Donald l'unica azione degna del grande Kimmel è stata sicuramente quella di mandare un paio di tweet al Presidente, che durante tutta la notte non ha mai speso neanche un minuto a commentare gli Oscar, per sapere se fosse sveglio e soprattutto per portargli proprio i cari saluti della sua nemica giurata Meryl Streep!

Il discorso di Viola Davis

Di solito i discorsi di ci ha l'onore di vincere un Premio Oscar sono davvero molto sentiti ma quest'anno sembra che nessuno fosse ispirato a parte Viola Davis. Vincitrice come Miglior Attrice Non Protagonista per Barriere l'interprete - commossa e felice - ha infatti ricordato ai suoi colleghi l'importanza del loro mestiere che "è l'unico che può celebrare il significato della vita vissuta" e non ha dimenticato di omaggiare il drammaturgo August Wilson "per aver esaltato nei suoi drammi le persone qualunque" e Denzel Washington, che l'ha diretta in questa avventura e che ha denominato, affatto casualmente "O Capitano, Mio Capitano".

Il grande assente: Asghar Farhadi

Un altro momento importante, soprattutto politicamente, della serata degli Oscar appena trascorsa è stato quello della lettera di Ashar Farhadi il regista di Il Clan, pellicola che ha vinto come Miglior Film Straniero. Farhadi, infatti, si è rifiutato di andare a Los Angeles a ritirare il premio per protesta contro le misure restrittive per l'ingresso negli Stati Uniti, imposte a sette Paesi, il suo Iran Compreso. Nonostante la sua decisione, il cineasta ha comunque voluto ringraziare l'Academy con queste forti parole: "È un grande onore per me ricevere questo prezioso premio per la seconda volta, ringrazio i membri dell'Academy, la troupe, il produttore Amazon e gli altri candidati nella stessa categoria. Mi dispiace non essere con voi ma la mia assenza è dovuta al rispetto per i miei concittadini e per i cittadini della altre sei nazioni che hanno subìto una mancanza di rispetto a causa di una legge disumana che ha impedito l'ingresso negli Stati Uniti agli stranieri. Dividere il mondo fra noi e gli altri, i 'nemici', crea paure e crea una giustificazione ingannevole per l'aggressione e la guerra. E questo impedisce lo sviluppo della democrazia e dei diritti umano in paesi che a loro volta sono stati vittime di aggressioni. Il cinema può catturare le qualità umane e abbattere gli stereotipi e creare quell'empatia che oggi ci serve più che mai".

Il salvifico twist finale (con gaffe)

Alla fine di una serata quasi estenuante per lunghezza e assenza di sorprese c'è stato un twist finale che ha fatto mi modo che l'89sima edizione degli Academy Awards sia destinata a passare alla storia. A premiare il Miglior Film sono stati chiamati sul palco Faye Dunaway e Warren Beatty e quest'ultimo che dopo aver aperto la busta - tentennando un attimo e consultandosi con la sua accompagnatrice - annuncia che è La La Land a vincere la più ambita delle statuette. Il pubblico applaude, i produttori della pellicola intavolano a turno un discorso di ringraziamento fino a che proprio uno di loro ammette con nervosismo che c'è stato un errore, il vero vincitore è Moonlight. Cosa, in parte, sia successo si scopre immediatamente: Beatty (poi furtivamente fucilato nel retro del Dolby Theatre) aveva inconsapevolmente nelle mani la busta che "conteneva" la vittoria di Emma Stone, annunciata poco prima da Leonardo DiCaprio. Il perché ci sia stato questo bizzarro inconveniente non è (ancora) dato saperlo ma quello che è certo è che è stato proprio tale spiacevole disguido a salvare un'edizione degli Academy Awards che altrimenti sarebbe caduta nel dimenticatoio.

Palco
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