Approfondimenti: Diarios de Motocicleta

Continuiamo con la pubblicazione degli approfondimenti a cura della prof. Angiolina Di Capua, è il momento di un bel film presentato agli studenti in lingua spagnola dalla prof. Sara Nalin (in questo articolo la sua presentazione).

Il viaggio che dà origine a un mito. Si potrebbe sintetizzare così “I diari della motocicletta”, film del regista brasiliano Walter Salles uscito nelle sale nel 2004. Presentato nella sotto-rassegna dei titoli in versione originale organizzata dall’Istituto Masotto dalla docente di Lingua spagnola Sara Nalin, quest’efficace road-movie racconta la storia vera dell’avventura compiuta nel 1952 dal giovane Ernesto Guevara e dal suo amico Alberto Granado, attraversando l’America Latina inizialmente in sella alla motocicletta e successivamente a piedi.

Colui che sarebbe diventato poi il “Che” era allora un ventiduenne studente di Medicina proveniente da un’abbiente famiglia argentina. La decisione di intraprendere assieme al suo amico un percorso lungo di più di 14.000 chilometri risalendo il contenente ispanoamericano, dal Cile alle Ande, dal Perù fino al Venezuela, rappresenta il momento di svolta nella biografia di Guevara. Durante la loro spedizione, infatti, i due amici hanno avuto modo di imbattersi nella povertà delle comunità indigene, di constatare i maltrattamenti subìti dagli operai, di scoprire la discriminazione vissuta dalla colonia di lebbrosi. Specie quando “la Poderosa”, nomignolo dato alla motocicletta, si rompe costringendo i due giovani a rallentare e a proseguire a piedi, l’incontro con la realtà locale assume contorni più seri e profondi. Ernesto e Alberto riflettono sulle disparità sociali esistenti tra gli abbienti, a cui le loro famiglie appartengono, e gli sfruttati, gli emarginati dalla società. Saranno queste amare considerazioni a destare le loro coscienze e a far sorgere in Guevara i suoi ideali egualitari e anti-autoritari che lo porteranno poi a diventare il “Che”, guerrigliero simbolo delle rivoluzioni popolari. Come sottolineato dalla professoressa Nalin, dunque, è il cambiamento vissuto dai protagonisti a dare il via alle loro nuove vite proiettate verso l’Altro.

Per gli studenti di oggi il film rappresenta un’occasione preziosa per conoscere la storia originaria di un personaggio che ha profondamente segnato le lotte politiche e intellettuali del Novecento, ma non solo. Altra chiave di lettura da offrire ai ragazzi è quella raffigurata dal viaggio, inteso sia come percorso tra terre diverse sia come scavo interiore e possibilità di prendere nuova coscienza del mondo circostante, anche identificandosi con i due giovani avventurieri.

Molto attuale, quindi, la pellicola di Selles. In tempi in cui il viaggio assume connotazioni nefaste legate all’immigrazione o diventa bersaglio di propaganda, oppure ancora funge da speranza per prospettive di carriera all’estero, mettere a fuoco le motivazioni di fuga e/o ribellione di chi sceglie di partire permette di analizzare con più criticità gli eventi odierni e di destreggiarsi in maniera più consapevole nella complessa realtà.

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