News: reunion dei Rage Against the Machine

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Corrado Baùby:

Formatesi nel 1991, il gruppo si componeva dal bassista Tim Commerford, dal leader De la Rocha, dal chitarrista Tom Morello e dal batterista Brad Wilk. Il loro primo album omonimo Rage Against the Machine esce nel 1992 e viene premiato negli Stati Uniti con tre dischi di platino e il singolo Killing in the name raggiunge un grandissimo successo radiofonico.

Questo fornisce loro l’occasione  di diffondere il proprio messaggio attivistico, di protesta contro le disuguaglianze e a favore della giustizia sociale. Una delle esibizioni emblematiche è quella di Filadelfia, nel 1993. I quattro salgono sul palco nudi, e vi rimangono per circa quindici minuti, con le bocche chiuse dal nastro adesivo e una lettera sul petto che andava a comporre la sigla PMRC, acronimo per “Parents Music Resource Center” il comitato genitoriale responsabile della censura negli USA.

Nel 1996 esce il secondo album, Evil Empire contenete la canzone Bulls on Parade al Saturday Nigh Live. Durante l’esibizione la band viene fermata perchè intenzionata a capovolgere le bandiere americane sugli amplificatori. Fin dagli esordi i pezzi e le performance di RATM si contraddistinguono per una critica lucida e feroce contro il governo americano.

Fatto dovuto soprattutto alle origini messicane del frontman le manifestazioni di questa opposizione politica sono state molteplici.

Nella storia abbiamo avuto dimostrazioni emblematiche di artisti coinvolti nel sociale, Bob Marley, prima ancora che un musicista, veniva ascoltato come un attivista politico, fortemente coinvolto nella lotta alla disuguaglianza di genere, alla discriminazione contro le persone di colore e alla violenza. Le sue canzoni e la sua musica veicolano un’ideologia politica ben precisa. Ispirano alla rivolta contro un sistema precostituito bianco-centrico e razzista, come in “Get up, stand up”

“Get up, stand up: stand up for your rights ! / Get up, stand up: don’t give up the fight!.

Sul significato del brano dei diritti civili e degli orrori dell a guerra, Bob Dylan dirà che i peggiori criminali sono quelli che davanti alla violenza voltano la testa dall’altra parte, quelli che vedono ciò che è male e lo ignorano. Dirà che le guerre son state fin troppe e che è venuto il momento di porsi delle domande, senza lasciarle volare via nel vento.

“Yes.’n’ how many times must the cannonballs fly 

Before they’re forever banned ? 

The answer, my friend, is blowin’in the wind

The answer is blowin’in the wind.

Modi diversi e cantanti diversi, che tuttavia sono accomunati dal medesimo intento divulgativo, alla stessa concezione della musica come veicolo di messaggi e ideologie. Sicuramente la poesia delicata e sussurrata di Bob Dylan ha poco a che vedere con il ritmo reggae di Bob Marley. E sicuramente nulla a vedere con il rap rock e l’alternative metal dei Rage Against the Machine, ma il loro coinvolgimento politico, le idee rivoluzionarie e l’attivismo che la loro musica veicola ha fatto sì che negli anni si distinguessero per le loro battaglie in favore delle minoranze etniche, contro il capitalismo e la globalizzazione, Sleep now in the Fire si scaglia contro lo stile di vita americana, la conquista dei nativi e la schiavitù del 1800.

//www.youtube.com/watch?v=w211KOQ5BMI

I am The Nina, The Pinta, The santa Maria 

The noose and the rapis

And the fields overseer 

The agents of orange 

The priests of Hiroshima 

The cost of my desire.

Nel 2000, poco dopo la pubblicazione di un album di sole cover “Renegades”, Zack de la Rocha decide di lasciare la band per intraprendere una carriera solista.

I restanti componenti decidono di formare una nuova band, scrivendo tra le loro fila ex cantate dei Soundgarden, Chris Cornell e prendendo il nome di Audioslave. Molti definiscono questo periodo non molto proficuo per entrambi a livello di messaggi veicolari sulle composizioni tanto da deludere molto i fan e colpevolizzando Cornell di tutto questo.

Dopo sette anni e parecchi contrasti con la band l’ex Soundgarden lascia, facendo tornare i RATM a suonare insieme al Coachella Valley Music and Arts Festival.

Nonostante dichiarazioni contrastanti durante le interviste, nelle quali i membri del band si trovano ad annunciare e poi a smentire di incidere un nuovo album assieme, fino a poco tempo fa il ritorno in studio dei Rage Against the Machine non sembrava possibile. tanto più che nel 2016 Morello, Wilk e Commerford avvano fondato un super gruppo, chiamato “Prophets of Rage”, eppure durante un’intervista con “Rolling Stone” Commerford confidava che i RATM non si erano mai effettivamente sciolti.

L’annuncio della reunion

Alla fine la tanto agognata reunion è stata annunciata. Tom Morello, Zack de la Rocha, Tim Commerford e Brad Wilk torneranno a suonare insieme dopo la bellezza di nove anni nell’estate del 2020.

La band del frontman messicano ha già stilato un programma di cinque date nel continente americano. Nessuna frase, nessuna spiegazione ha accompagnato il post dei Rage Against the Machine, con il quale è stato anche attivato il profilo Instagram della band in linea con il loro vecchio attivissimo politico e sociale. i Rage hanno pubblicato una foto della protesta in Cile, contro il Governo.

Le cinque date saranno a El Paso, Las Cruces, Phoenix e due a Indio.

 

 

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