Il mostro della Galassia Virgo A

La conferenza, tenutasi Mercoledì 11 Aprile alle ore 15:00 a Bruxelles, ha rivelato quello che, a detta degli scienziati, segnerà un prima e un dopo nella storia dell’Astronomia. Erano presenti la Commisione Europea, il Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) e i ricercatori del progetto Event Horizon Telescope (ETH) ed è stata mostrata e spiegata la prima vera foto di un buco nero, precisamente quello che si trova al centro della galassia Virgo A, che è un buco nero attivo.
Questa galassia si trova in una regione di stelle luminose a circa 52 milioni di anni luce ed il buco nero supermassiccio, che si trova al centro, ha una massa di 6,6 miliardi di volte superiore a quella del Sole. Facendo un paragone: è come osservare un granello di senape che si trova a New York mentre ci si trova a Bruxelles.

Virgo A dal Telescopio spaziale Hubble

Perché è così importante?
Perché i buchi neri sono straordinari oggetti cosmici con masse enormi ma dimensioni estremamente compatte. La presenza di questi oggetti influisce sul loro ambiente in modo estremo, la deformazione dello spaziotempo e il surriscaldamento di qualsiasi materiale circostante.
“Se viene immerso in una regione luminosa, come un disco di gas incandescente, ci aspettiamo che sia un buco nero a creare una regione scura simile a un’ombra” ha spiegato Heino Falcke, professore dell’Università di Radboud, Olanda. “Questa ombra, causata dalla flessione gravitazionale e dalla luce catturata dall’orizzonte degli eventi, rivela molto sulla natura di questi affascinanti oggetti e ci ha permesso di misurare l’enorme massa del buco nero supermassiccio M87”

Perché solo ora?
I buci neri hanno una forza gravitazionale così elevata che non lasciano sfuggire nulla che si avvicini troppo a loro, compresa la luce e ogni forma di radiazione. Fino ad ora, infatti, sono state fatte solo simulazioni al computer.
Il buco nero M87, siccome è attivo, sta “inghiottendo” quello che ha attorno. Questo materiale, quando è abbastanza vicino, comincia a ruotare attorno a esso raggiungendo quasi la velocità della luce ed emettendo molte radiazioni. Però, per coglierle e mettere a fuoco un’immagine, sarebbe servito un telescopio grande come la Terra!
Un mix di super telescopi terrestri e satelliti, sincronizzati tra loro, hanno simulato questo mega telescopio necessario, riuscendo a raccogliere dei dati.
L’analisi di questi ultimi ha rivelato una struttura simile ad un anello con una regione centrale scura, l’ombra del buco nero, che persisteva su più osservazioni dell’EHT.
“Una volta sicuri di aver individuato bene l’ombra, abbiamo confrontato le nostre osservazioni a modelli estesi che includono la fisica dello spazio deformato, materia surriscaldata e forti campi magnetici. Molte delle caratteristiche dell’immagine osservata corrispondono sorprendentemente bene alla nostra comprensione teorica”

Immagine del buco nero supermassiccio M87

I ricercatori hanno precisato che, cent’anni fa, Albert Einstein aveva predetto questo comportamento e oggi c’è la conferma empirica, un grande passo per la Scienza.

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