Michele Bonivento. Alla ricerca della forma estetica del suono.

Michele Bonivento è in Italia uno dei maggiori pianisti e organisti Gospel e Soul. Con una discografia di oltre 60 CD è musicista live, arrangiatore, compositore, produttore artistico e sound designer. Ha suonato in gran parte dell’Europa, viaggiando anche negli Stati Uniti e in Cina. Ha lavorato fra le altre cose per la pubblicità, il teatro, per la sfera multimediale e per quella della musica per meditazione. Presentarlo in poche righe è una bella sfida. Non si contano le numerosissime collaborazioni internazionali a partire da Cheryl Porter con la quale ha suonato per dieci anni. Pianista d’eccezione, si dedica alla ricerca di un pianismo sempre rivolto a risvegliare le emozioni più profonde senza mai tralasciare la forma estetica del suono.

On The Ropes Tour @ Teatro Delle Ali

Michele hai una storia musicale davvero varia, in quali sonorità ti ritrovi maggiormente?

Posso dire di essere partito da lontano con il blues, il soul e il gospel che sono tutt’ora la mia passione principale (dietro un organo hammond mi sento a casa!), per passare poi all’esplorazione delle sonorità afro e ritornare infine qui nel mediterraneo. Pur essendo attratto sia da un approccio melodico “mediterraneo-europeo”, sia dalla pulsazione ritmica afro-americana, ho cercato di intraprendere un percorso mio, guidato costantemente dalla curiosità di scoprire nuove sonorità, oggi anche come produttore artistico.

Agli inizi della tua carriera hai incontrato Cheryl Porter con la quale hai iniziato una lunga collaborazione. Com’è stato iniziare con una cantante del suo calibro?

Devo molto a Cheryl, lei è stata a lungo la mia mentore. All’epoca era già un nome di richiamo e suonare con lei mi ha senz’altro dato bellissime opportunità, esperienze ed aiutato a sviluppare la passione per la musica afro-americana e l’accompagnamento di vocalist. Sto parlando di circa vent’anni fa. Nei dieci anni successivi abbiamo fatto assieme centinaia di concerti. Un po’ alla volta, al di là della mia irrefrenabile passione per il blues e il soul, ho deciso di intraprendere quella che sarebbe diventata la mia strada, dedicandomi anche ad altre collaborazioni, internazionali e non. Ogni musicista con cui ho suonato mi ha dato qualcosa d’importante, penso a Mike Sponza, Joyce Yuille, Gianni Vancini, Stan Sargeant, Carl Verheyen, Dana Gillespie, Kenn Bailey, Moulaye Niang, Dudù Kouate e moltissimi altri. 

Photo by Alberto Zampieri

Solo per il tuo ultimo progetto hai coinvolto ben 30 musicisti internazionali. Parlaci di Future Spring come è nato?

Tutto è partito dall’ultima traccia dell’album precedente, Nuances. Quell’ultimo brano, con piano e percussioni, caratterizzato da un’atmosfera rarefatta quasi onirica mi evocava l’immagine di un futuro lontano. Che poi la musica è sempre immagine, i colori sono i suoni, ogni suono è evocazione. Da quell’ispirazione ho iniziato a cucire piano piano il vestito al mio progetto. Ci sono voluti oltre tre anni di lavoro per questo concept-album nel quale ho fatto convogliare sezioni d’archi, sintetizzatori e percussioni africane. Ne sono uscite dieci composizioni ispirate e dedicate alla natura ed alla sua salvaguardia.

Con quest’album e il relativo video realizzato con la ballerina e coreografa Jennifer Cabrera Fernandez ho vinto, insieme ad altri due progetti, un bando internazionale  “The grand Challenge” dedicato ad opere artistiche basate su tematiche ambientali, argomento che mi sta molto a cuore. 

Dal gospel alla musica elettronica, dalle composizioni per la pubblicità a quelle per le rappresentazioni teatrali e la danza e potrei continuare a lungo l’elenco… Ma dov’è che ti diverti di più?

Posso dirti senza alcuna retorica che mi appassiono ad ogni progetto. In questo mi ritengo molto fortunato perchè amando il mio lavoro riesco a trovare stimoli anche quando i presupposti risultano complicati e lontani dal mio stile. In certe situazioni mi sono sentito un po’ come un cuoco a cui viene richiesta in tempi strettissimi una ricetta  sulla base di un solo pezzo di pane. Anche in quei casi riuscire a proporre un’ottima panzanella mi diverte e mi dà grande soddisfazione.

Parlando di gospel e blues, che rappresentano il mondo in cui mi trovo, cerco sempre di suonare i brani in modo sempre diverso, lasciandomi trasportare dal momento e dall’anima della musica. Gli artisti africani e afro americani mi hanno insegnato molto, solitamente hanno un modo di vivere la musica profondo, pieno di spiritualità, gioia e determinazione. 

Photo by Fabio Rizzini

Tendenzialmente preferisci le performance live o il lavoro in studio?

Non potrei fare a meno di nessuno dei due. Il live soddisfa la mia parte di sfogo energetico, mi aiuta a buttare fuori ciò che a parole non si riesce a dire, a godermi il palco, a ricaricarmi con la band e a condividere con il pubblico. Lo vivo come una necessità psico-fisica.

In studio il lavoro è di tipo più concettuale, libero la mente e suono poco il mio strumento, dedicandomi a cercare la resa strumentale dell’insieme dei musicisti, concentrandomi puramente nella creazione “ad hoc” sull’artista e sugli aspetti tecnici, che mi appassionano ugualmente. Vivo l’arrangiamento come un’immagine tridimensionale, intensamente, senza preclusioni, ricercando sempre la profondità e mai “l’esercizio di stile”.

Non riesco proprio a darti una preferenza, sono entrambi momenti necessari.

In questo momento su cosa stai lavorando?

Ho da poco terminato un lavoro live in studio con Mike Sponza, bravissimo chitarrista triestino (band con la quale collaboriamo dal 97) con ospite Luca Faraone (chitarrista di Craig David e Emeli Sandè), ho concluso la produzione artistica dell’album dei “New Generation Gospel Crew” e definito una performance di musica elettronica ispirata agli anni 80 producendo la cantautrice Elena Salvoni. Sto anche lavorando su un progetto di musica da meditazione a 432 Hz e parallelamente mi sto preparando per il gospel tour di dicembre. Non è sempre immediato entrare in ogni spirito musicale ma al tempo stesso è anche una sfida appassionante.

Quando sei al di fuori del lavoro cosa ascolti?

Sono talmente immerso nella musica ogni giorno, ogni ora, che quando sono da solo (rarissimo!) spesso ricerco il silenzio. A parte quando sono in viaggio, quando ho lunghe ore davanti ascolto ciò che mi va in quel momento, mi vivo la musica come terapia per staccare e rilassarmi. Con “musico-terapia” intendo qualunque genere mi risulti rigenerante in quel momento. Se ne sento il bisogno diventa terapico. Amo la musica d’ispirazione “black” ma mi incuriosisce e stimola le idee praticamente tutto.

Un pezzo che non ti stanchi mai di ascoltare o suonare?

“Coa Calma” di Andrea Ghezzo, un brano fatto solo di accordi maggiori. Mi dà sempre una gran pace e nel suonarlo una grandissima libertà di interpretazione.

Hai un obiettivo o un sogno che vorresti realizzare in futuro?

Mi piace sognare ad occhi aperti, sono un ariete e amo le sfide che si possano vincere (ride), pertanto cerco sempre di darmi piccoli obiettivi concreti. In ogni mio progetto soprattutto compositivo o di arrangiamento cerco sempre di puntare ad una forma estetica ed emozionale che mi soddisfi. Nel futuro musica e immagini saranno sempre più legati, ho lavorato per diverse pubblicità e programmi televisioni ma ora mi piacerebbe molto realizzare le musiche per un film. Qualcosa bolle già in pentola…!

Photo by Alberto Zampieri

Michele nel ringraziarti per questa chiacchierata ti chiedo di darci qualche data sui tuoi prossimi appuntamenti live.

Proprio in questi giorni stiamo definendo alcune date, se avete piacere potete controllare nelle prossime settimane la mia pagina Facebook e il mio sito, le pubblicheremo a breve.

Ti ringrazio molto per questa chiacchierata e ne approfitto per fare gli auguri di Buone Feste a Radio Noventa e ai suoi ascoltatori e lettori!

Intervista e illustrazione di Federica Fred Bortoluzzi

 

Per info e live: Michele Bonivento su facebook e www.michelebonivento.com

da ascoltare:

“Winelight”  Cjazz4tet – Live at Area Magister studio (IT)

Coa calma – Michele Bonivento Organ Trio feat. Andrea Ghezzo e Francesco Casale

Future Spring – Official video. Michele Bonivento feat. Jennifer Cabrera Fernandez 

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