Kenny Barron, colosso del piano jazz stasera a Padova

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Fabio Ranghieroby:

Giovedì 14 novembre la Sala Dei Giganti ospiterà (alle ore 21) il secondo dei tre recital di solo piano che danno un forte impronta al calendario del Padova Jazz Festival. Ne sarà protagonista Kenny Barron, uno dei colossi del piano jazz. Il concerto è realizzato in collaborazione con il Centro d’Arte dell’Università di Padova e sarà preceduto da una breve performance del pianista Muraad Layousse, che suonerà musiche di Gershwin.

Kenny Barron (1943) è uno dei più apprezzati pianisti mainstream in circolazione. Della sua luminosa carriera bisogna ricordare gli esordi al fianco di Dizzy Gillespie, Lee Morgan e Freddie Hubbard, nonché la meravigliosa e proficua collaborazione al fianco di Stan Getz, di cui Barron fu il pianista preferito. E non vanno dimenticati gli Sphere: magico quartetto sorto negli anni Ottanta, che rileggeva creativamente il mondo di Thelonious Monk (con due fedelissimi monkiani al fianco di Barron: il sassofonista Charlie Rouse e il batterista Ben Riley).

Foto di Philippe Levy Stab

Il nome di Kenny Barron evoca più di un brivido nell’appassionato di jazz. Innanzitutto per l’estrema eleganza e limpidezza del suo tocco, poi per la cultura profonda, capace di dominare il linguaggio pianistico moderno che parte da Monk e Bud Powell e si affina successivamente con Hank Jones e Tommy Flanagan. L’agilità di fraseggio e la sorprendente elasticità artistica gli permettono di affrontare con disinvoltura contesti assai diversi, compresa quell’arte a sé che è l’accompagnamento di cantanti.

Barron è, in una parola, un fuoriclasse, che dall’alto di una carriera ricchissima è riuscito a far progredire il piano jazz tanto da portarlo a livelli di concertismo assoluto. E non è un caso che il suo nome figuri sempre più spesso in rassegne di musica classica.

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