La nuova stagione de “Lo Sguardo Oltre”

ArteBlogEventi Locali

Giulia Amadioby:

Dopo il successo di marzo, torna con la stagione autunnale la seconda edizione de Lo Sguardo Oltre. Il gruppo Nodo Insolito coordinato da Gian Luigi Bonfante e Renzo Zoia, ritorna nella cornice di Villa Barbarigo con un’esposizione di artisti affermati. Tra loro anche nuove proposte, come il miranese Francesco Volpato e le new entry femminili Mara Barotti e Loretta Zago.
Le opere sono dipinte con personali tecniche compositive, alle quali i nove artisti affidano le loro emozioni e anche dei messaggi culturali.

  • Mara Barotti si cimenta in una pittura analitica e iperrealistica puntando sul ritratto e individuando nell’intensità dello sguardo l’essenza dell’anima femminile.
Nell’impostazione ricorda per certi aspetti il fotografo statunitense Steve McCurry, che ricerca nei visi il momento della vulnerabilità dell’anima e vede le esperienze di vita incise nel volto. Nelle opere di Mara si sottolinea talvolta il dramma del vivere.
  • Licia Bertin coltiva una sua specifica indagine sul gioco ambiguo tra realtà e lato onirico dell’esistenza con immagini che e parole che danno accesso a ciò che va “oltre” il visibile in uno spazio “surreale”. Nonostante le apparenze che raccontano scene e particolari del nostro vissuto, crolla il concetto di razionalità, si entra nel mondo del sogno e del visionario, ci troviamo catapultati in una dimensione atemporale.
  • Claudio Cenci abbandona per una volta i movimenti sinuosi e avvolgenti che accennano a una dialettica tra bene e male, tra dentro e fuori. In questa occasione, propone opere della sua formazione e dell’apprendistato quando ancora attingeva al figurativo e al disegno. Ma già si evidenzia un’idea di paesaggio che varca i confini della forma e che immagina lagune e luci d’autunno tradotte in emozioni e colori arcani.
  • Feliciano Dal Prà continua ossessivamente a frugare nella memoria collettiva del mondo arcaico per ritrovare i simboli ancestrali del mito umano.
Nascono sagomature dal sapore antropomorfo che creano attesa e disagio nello spettatore.
 A ciò concorre una straordinaria abilità nell’incidere tavole di legno arricchite da innesti polifunzionali di corde, graffiti, incisioni e cromatismi fortemente allusivi.
  • Valeriano Lessio riparte dalla materia, dal gesto e dal segno per realizzare pannelli e tele di forte atteggiamento creativo. Egli da tempo ha rinunciato alla bellezza della forma tradizionale per approdare a un’arte informale, che si colloca davvero “oltre la forma” per sondare un nuovo linguaggio fatto di segni, macchie, materie, diagrammi esistenziali. Evidenzia una decisa propensione ad affiancare la sua pittura alla Pop Art e all’Arte Povera, unendosi ad altri artisti contemporanei detti Neoinformali.
  • Gabriela Spiller coltiva da tempo l’astrazione in pittura che nutre di sollecitazioni materiche. Queste prendono spunto dai materiali più disparati che l’artista ritrova nel suo ambiente di vita e nella natura. Nel frattempo, ha elaborato una tecnica raffinata di schegge di colori che provengono dalla terra e che si distendono con grande fantasia sulla superficie. Ha creato universi e città, ma anche, con il colore, ha prodotto fiori e narrazioni dal sapore naturalistico.
  • Francesco Volpato irrompe sulla scena noventana con i suoi vetri (vasi e sculture astratte), che sanno di combustione, di fornaci, di profumo di Venezia, in un gioco bifronte di scultura e pittura.
Egli riesce a fondere insieme tradizione e innovazione, artigianato e cultura, mestiere e finzione.
La modernità della sua produzione sta tutta nel pensiero, nell’invenzione, nell’imprevedibilità della materia che si ribella ma anche soggiace alle sapienti mani dell’artista.
  • Loreta Zago con spatola e pennello affronta la figura femminile mirando a cogliere i molteplici aspetti che segnano le tappe di vita della donna: dall’infanzia che si apre alla vita con innocente curiosità, alle donne mature che non disdegnano il gioco della provocazione che si lega al mistero dell’inconscio. Sono donne consapevoli di ciò che rappresentano nel gioco delle relazioni e che Loreta cerca ora di raffigurare con attenzione al particolare e al dettaglio.
  • Silvio Zago, ormai maestro riconosciuto e docente di nuove generazioni di artisti, attinge al ricco patrimonio espressivo e figurativo del Delta del Po, di cui rappresenta le molteplici suggestioni pittoriche ma anche formali e strutturali. Costruisce scenari e scorci che si reggono su una composizione sempre variata di tonalità e sfondi, dove non compare la figura umana, ma solo una natura sovrana. Il gioco della spatola, abituale strumento dell’artista, conferisce al dipinto un fascino che ricorda per certi aspetti la migliore tradizione della pittura veneta.

Note artistiche sui pittori a cura del Prof. Renzo Zoia

L’esposizione, curata da Gian Luigi Bonfante e Renzo Zoia, rimarrà in calendario fino a domenica 27 ottobre 2019 Presentazione della mostra a cura del Prof. Renzo Zoia, sabato 5 ottobre 2019 alle ore 17,30
Villa Barbarigo-Sala Esposizioni, Piazza IV Novembre, 2 – Noventa Vicentina (VI)
INGRESSO LIBERO

Orari mostra
Martedì: ore 10,00 -12,00
Venerdì: ore 15,30 -18,30
Sabato e festivi: ore 10,00 -12,00 / 15,30 -18,30

Per informazioni:
Dott.ssa Cristina Zanaica, Ufficio Cultura, Tel. 0444 788512
Gian Luigi Bonfante, curatore della mostra, Cell. 347/4844546

Scrivi un commento

CARICO...