La Pagella Caliente

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Fabio Ranghieroby:

Curata da Fabiet in persona

Sergio Cammariere – La fine di tutti i guai. Faccio parte di quella “massa” che ha scoperto Cammariere grazie al famoso Sanremo (ora non vado in cerca dell’anno preciso), vincitore (? – no terzo posto) con un bel brano di cui ricordo pure il video. A quel tempo venne presentato (correggetemi) come appartenente al genere “jazz”. Sicuramente attorno a Sergio ruotano degli ottimi jazzisti e sicuramente Sergio sa quello che fa, però non chiamiamolo “jazz” tanto per cominciare, semmai chiamiamolo semplicemente pop condito da accordi jazz. “La fine di tutti i guai” è un Album pop molto furbo, ben suonato ma – purtroppo – con ben poche idee sia dal punto di vista della musica che dei testi. Ma appunto Sergio è molto furbo, diciamo in breve che sfrutta bene sonorità easy jazz ben collaudate, la sua voce maschia ma morbida è perfetta per un viaggio in auto (breve) magari per far colpo con la vostra lei/lui (prima, durante, dopo fate voi).  Nessun brano mi ha esaltato, anzi la fine dei miei guai è arrivata con l’ultimo. Voto 6: un album molto ruffiano che ha ben poco da dire, tutti i brani hanno diversi (lontani) richiami jazz e tutto risulta legato grazie alla capacità dei musicisti (e di Sergio) visto che non esiste un’idea precisa di arrangiamento o di caratterizzazione degli stessi.

 

L’appuntamento con le Pagelle va in vacanza per “un tot”. Tornerà in una data indefinita di agosto con – probabilmente – la recensione di Anima di Tom Yorke. 

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