L’artista musicale “usa e getta” del nuovo millennio

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Alessandro Stevaniby:

Parlare di artista musicale nel 2020 è sempre più difficile. Nonostante la mia giovane età, molte volte, mi viene il nodo in gola quando devo raccontare ai più giovani di me di artisti come Elvis Presley, Michael Jackson, Freddie Mercury, Kurt Cobain.

Cos’è successo al mondo della musica per arrivare a sfornare artisti “usa e getta”, per arrivare a considerarli   marionette televisive o semplice presenza sul palco per riempire momenti di vuoto?

In molti casi ora, l’artista non sembra essere più portavoce di un messaggio ma solo un passatempo televisivo musicale che ha i giorni contati. Fino agli anni ’90, nessuno avrebbe mai pensato che l’artista potesse assumere un ruolo tanto imbarazzante quale quello a cui, oggi, sembra essere spesso relegato.

Le sofferenze di Kurt messe in musica, la Bohemian Rhapsody di Freddie e i Queen con le loro contaminazioni d’avanguardia, la magia di Michael con i suoi videoclip dalle coreografie hollywoodiane.

Tutto sepolto dalla nascita dei Talent Show: raccoglitori di ‘talenti’ grezzi pronti ad essere spremuti per essere rimpiazzati dagli artisti dell’edizione successiva. Per mesi lo share televisivo illude il concorrente con la promessa di un futuro discografico brillante, ma l’illusione durerà invariabilmente poco, giusto il tempo che le luci dei riflettori si spengano e le scenografie del talent facciano spazio a quelle della nuova edizione.

Per non parlare poi dei lacci burocratici nascosti nei contratti a cui spesso sono vincolati ragazzini di 16 anni che sognano di diventare delle pop star e si ritrovano davanti a contratti veri senza esserne pienamente consapevoli e preparati.

Sarò un po’ di parte ma non condivido la direzione che sta prendendo l’industria musicale oggigiorno. Certo, sono d’accordo che la vocazione dell’artista è stare sotto ai riflettori ma c’è modo e modo di arrivarci. A parità di sogno, c’è chi si prepara a fatica, ottenendo credibilità di live in live, a volte anche andando incontro agli insuccessi e poi ci sono quelli che non preparati a tutto questo, dopo aver assaporato l’ebbrezza dei riflettori, a luci spente e alla prima difficoltà crollano.

Come in molti campi fare ‘gavetta’ aiuta a: sviluppare il pensiero critico, aumentare la capacità di affrontare situazioni avverse e per ultimo ma non meno importante, accogliere in maniera costruttiva una critica se pure feroce avendo consapevolezza delle regole a volte spietate dell’industria musicale e nonostante ciò continuare a sognare.

One Reply to “L’artista musicale “usa e getta” del nuovo millennio”

  1. Avatar Luciano Bortoluzzi ha detto:

    Analisi e considerazioni molto vere! Purtroppo anche alla musica è successo quello che è successo a…”tutto”!…conta fare soldi, più velocemente possibile e possibilmente senza tanta fatica.

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