Le cose belle esistono veramente

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Giulia Amadioby:

In un piccolo paese dell’entroterra riminese già in subbuglio per le imminenti elezioni comunali, nel palazzo storico del centro, arrivano nuovi inquilini a sconvolgere ulteriormente la rituale quotidianità. Inquilini non bene accetti quelli che arrivano inaspettatamente nel borgo romagnolo, parliamo infatti di una ex-prostituta, un richiedente asilo appena sbarcato, due ragazzi affetti da disabilità e un giovane carcerato accolti in una casa-famiglia.
Solo Cose Belle ci racconta la storia, senza troppi elementi romanzati, di queste realtà di accoglienza, delle scelte di chi decide di dedicare la propria vita all’altro e le conseguenze che essa comporta.
L’idea del film di Kristian Gianfreda nasce basandosi sull’esperienza della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi e delle case-famiglia dell’associazione, impegnate da lungo tempo nell’ambito dell’inclusione sociale e della lotta all’emarginazione.
Uno degli elementi su cui il film vuole far riflettere è l’intolleranza nei confronti di chi arriva, sentimento che viene portato sul grande schermo senza esagerazioni, ma che ben riflette gli animi di chi vive nel paese e guidato dal pregiudizio rifiuta di conoscere l’altro.

Dopo la proiezione di giovedì 24 presso il Cinema Famiglia, sabato 26 c’è stata una replica-incontro che ha coinvolto tutto l’Istituto Secondario di primo grado ICS Fogazzaro. I ragazzi coinvolti dalla proiezione hanno poi potuto dialogare con Francesco Yang, uno degli attori principali e con Luca di Tomasso, papà di una casa-famiglia a Valnogaredo (Padova), accompagnati da Andrea, sempre ospite della casa-famiglia.
Noi di Radio Noventa eravamo presenti a questa seconda proiezione, e abbiamo avuto l’opportunità di rivolgere qualche domanda a Luca, grazie al quale abbiamo potuto capire che le cose belle esistono veramente.

Un momento durante la proiezione con gli studenti dell’Istituto Secondario di Primo Grado ICS Fogazzaro

“Luca, cosa ti ha spinto a compiere questa scelta di vita?”
“Anzitutto vorrei ricordare che condivido questa scelta con mia moglie Maria Cristina, insieme da dieci anni ci facciamo testimoni di un vivere in modo diverso. Abbiamo compiuto questa scelta perché sentivamo bisogno di altro, ci sentivamo chiamati a legare la nostra vita con quella di tutte quelle persone che si trovano in una condizione svantaggiata.

“La casa-famiglia è certamente un luogo di accoglienza, ma cos’altro può offrire?”
“I ragazzi che ci vengono dati in affidamento trovano una famiglia a tutti gli effetti, ma alle persone più generalmente la comunità offre la possibilità di potersi riscattare dalle vicissitudini negative della vita. E’ fondamentale il riconoscimento, esperienza che passa attraverso l’ascolto, perché la parola è un’azione curativa. Ognuno di noi ha bisogno di riconoscimento e la mediazione è qualcosa che ci sconvolge la vita, l’altro che ci troviamo di fronte, indipendentemente dalla sua identità è pur sempre un diverso. E farsi prossimo è un bisogno per tutti, collegare la vita significa uscire dall’egoismo.”

L’attore di Solo Cose Belle, Francesco Yang

“Parliamo ora di Francesco…”
“Francesco, il nostro Ciccio (così viene chiamato anche nel film, ndr) è uno splendido ragazzino cinese di 14 anni che io e Maria Cristina abbiamo in affidamento nella nostra casa-famiglia. E’ stato scelto su oltre 200 persone per questa parte, e ciò che ha colpito è il fatto che con la sua ironia riesce a recitare pur interpretando se stesso! ”

 

Ringraziamo Luca, che ci ha gentilmente concesso quest’intervista. Facciamo il nostro in bocca al lupo anche a Francesco, non solo per la sua carriera da attore, ma anche per i suoi impegni futuri; prossimamente, Ciccio sarà ricevuto assieme ai suoi compagni dal Presidente Mattarella, i quali rappresenteranno un esempio di classe inclusiva.

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