Le Pagelle del Fabiet

BlogMusicaRecensioni

Fabio Ranghieroby:

Reduce dalla settimana sanremese riprendo la mia “attività” di ascoltatore. La Pagella non è il fine ultimo dell’ascolto, è un diversivo per fare il punto della situazione su quello che ho ascoltato e, visto che posso, copio incollo qui il risultato dei miei pensieri. Il 2019 vede ancora uscite importanti e posso dire che dobbiamo ancora vederne (ascoltarne) delle belle. Vi ricordo che potete segnalarmi eventuali Album che mi sono sfuggiti (difficile star dietro a tutto), il mio obiettivo è di ascoltare tutto il possibile. E consiglio a tutti di farlo, che sia bella o brutta la musica va ascoltata tutta, potendo, magari seduti comodamente e a volume adeguato (cioè medio alto). Questa settimana ripartiamo con pagelle classiche – e quanto fatto la settimana scorsa non si ripeterà almeno per un anno – due Album attesissimi che, anticipo, arrivano a risultati diversi e opposti.

Joe Jackson – Fool. Un album che cattura ad ogni ascolto. Se le sonorità “quasi live” iniziali spiazzano alla fine ci si abitua fino a sentirne la mancanza. Ottimo lavoro per un artista che arriva direttamente dagli anni ’80. Joe Jackson pare fregarsene delle mode e riesce a sfornare un gioiellino fuori dal tempo, 8 brani molto diversi e come dicevo suonati in diretta (o almeno si deduce questo vista la mancanza di una post produzione pesante – così pare). Pianoforti, chitarre, una batteria basso e cori, qualche synth ogni tanto con una voce che passa dal morbido al ruvido senza tanti complimenti. Ottima band e pronti via per il nuovo tour. Consigliato a tutti, non fermatevi al primo ascolto, vi darà belle soddisfazioni. Su tutte domina il primo brano, Big Black Cloud che ormai ascolto al risveglio, ogni mattino. Voto 9: convincente questa nuova uscita di Joe Jackson che non si preoccupa di piacere e suona canta e compone come gli va. Proprio per questo alla fine, piace.


Vangelis – Nocturne. Oltre un’ora di musica, Vangelis suona un pianoforte ben riverberato alcuni brani famosi e altri nuovissimi. Il risultato è musica molto rilassante, new age, adattissima ai centri estetici pieni di profumi esotici e massaggiatori/rici pronti/e a darvi una bella dose di benessere. Pianoforte elettrico con presa su violini sintetici quasi per tutti i brani, a livello compositivo è Vangelis e vale la pena di ascoltarselo tutto ma purtroppo si fa fatica arrivare alla fine, va assaggiato e digerito pian pianino. Non ne vado matto ma dateci un’occhiata (un ascolto) magari fa al caso vostro. Certo, sento la domanda nell’aria, c’è anche “chariots of fire” (momenti di gloria) con tanto di tappeti sonori adeguati. Ottimo a livello compositivo, purtroppo solo sufficiente il prodotto artistico, sinceramente mi aspettavo un Vangelis con un bel grancoda Steinway. Sarà per la prossima volta. Voto 6: alcuni brani famosissimi altri nuovi per un risultato uguale dall’inizio alla fine. Se cercate pace interiore prendetelo senza passare per il via. Chi come me si aspettava un prodotto realmente acustico resterà deluso.

Scrivi un commento

CARICO...