Le Pagelle del Fabiet

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Fabio Ranghieroby:

Umidità. Vecchie sonorità suonate da ragazzini. Vecchie sonorità suonate da anziani.

Due album perfetti per l’autunno, la pioggia dalla finestra, l’umidità e la malinconia.

Neil Young Crazy Horse – Colorado. Reperto storico A: la voce di Neil Young è da sempre un detonatore di malinconia. Reperto storico B: quando un gruppo di anziani si ritrova a suonare in una baracca se ne frega di tutto quello che sta fuori. Confesso che questo album non me lo aspettavo così. Così vero, intendo, troppo vero. Qui abbiamo da una parte il caro Neil che ha ancora qualche storia da raccontare e dall’altra i suoi vecchi amici – crazy horse – che hanno semplicemente voglia di ascoltare – prima – e di accompagnarlo – poi. Un disco in presa diretta, questi sono entrati in sala (non so quale sala ma non di registrazione, presumo una cucina o uno sgabuzzino), hanno acceso gli strumenti, si sono accordati su qualche accordo ed hanno premuto il tasto REC. Il risultato è qui, Colorado, non aspettatevi nulla di più (emblematica e chiarificatrice “She showed me love” brano di 13 minuti tutto da vivere). Voto 7: nessun brano epocale anzi è più una scorribanda di artisti che non sanno il significato della parola “catene”. Astenersi perditempo.


Alla Lah – Lahs. Gruppo formatosi nel 2008 che guarda un po’ (troppo) al passato. Un sapore di west-coast condito con qualche sana manciata di psichedelia. Il risultato è affascinante ed ascoltabile ma – per il sottoscritto – un po’ troppo noioso. Certo se provo ad immaginarmi ad un festino alcolico-acido semibuio con il classico secondo piano riservato a nerds/lucirosse ecco che queste atmosfere cascano a fagiuolo. Ogni brano – seppur con le proprie minisorprese sonore – tende a risolversi più o meno su una struttura statica, il tutto dominato da accordi di chitarra (sul lato destro) e chitarra solista slide (sul lato sinistro) e un basso batteria basilari al centro. Nulla di più anche se – va detto – il tutto funziona egregiamente e se non avete mai ascoltato niente di simile funzionerà ancora meglio. Voto 6,5: ben costruito, suonato secondo i canoni del genere con qualche minisorpresa sonora ben nascosta. Dedicateci comunque un ascolto perchè – di sicuro – son cose che si ascoltano raramente.

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