Le Pagelle del Fabiet

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Fabio Ranghieroby:

Un capitolo interessante, per quel che riguarda la musica, è l’ascolto in auto.

Come ascoltate in auto? Per me è una necessità perchè è sempre più difficile riuscire ad avere il tempo di sedersi davanti all’impianto, chiudere gli occhi e ascoltare (a volume adeguato). In auto non riusciamo a percepire tutti i particolari però, ecco che, ad esempio, per completare le mie Pagelle sento il bisogno di riascoltare tutto in cuffia o – appunto – sull’impianto.

Spesso, soprattutto per il meglio dei miei ascolti, succede che scopro nuove prospettive, suoni nascosti, giri di basso che in auto – nonostante il volume (che non si sappia in giro) non avevo notato.

C’è poco da fare: il traffico, il motore, l’attenzione alla guida non fanno il bene di un ascolto sano. Va bene per avere una colonna sonora di viaggio, per un primo ascolto o per appartarsi ben accompagnati (per chi ancora lo fa).

Per tutto il resto, meglio tornare ai miei vecchi concetti di poltrona impianto e volume adeguato.

Franco Olivero – MusicaParte. La bella musica è portatrice di aria sana, quando ne vieni a contatto respiri a pieni polmoni e tutto il resto del corpo ne risente positivamente. Una medicina, così definirei questo curatissimo album di Franco Oliviero, musica che riporta la pace se prima non c’era e che fa viaggiare e volare con la mente. Merito di un lavoro compositivo incredibile, di musicisti all’altezza e del voluto equilibrio fra jazz e la cosidetta “world music” che ormai chiamo anche “musica senza quartiere” e potremmo benissimo definire “musica a 360 gradi”. Manifesto di tutto l’album la stupenda “Namoro”, un mantra – perla di 1 minuto e 40 secondi –  che apre l’album e di cui è facile innamorarsi tanto da dimenticare gli altri – pur bellissimi – brani, Ma appunto è “solo” l’esposizione delle intenzioni e non un segnale di quello che ascolteremo che è vario, profondo e pieno di sorprese a partire dal brano successivo “DannataMente” (che potrebbe essere una risposta al titolo dell’Album “MusicaParte”. Voto 9,5: davvero non riesco a trovare difetti ad un’opera che stupisce dal primo all’ultimo brano. Musica che vibra e che ci fa viaggiare, compito difficilissimo per un compositore, proprio per questo siamo vicini al massimo dei voti.


Fossati/Mina – Mina & Ivano Fossati. Robe grosse. Uscita importante, una delle più importanti in questo 2019, riguarda due pilastri assoluti della musica italiana. Ivano Fossati come compositore, Mina quale grandissima interprete (personalmente propendo per Mina, ho meno simpatia per Fossati). Ne esce un Album che è un delitto non ascoltare e non apprezzare. Un Album di quelli che uscivano una volta, voluti, vissuti, sudati, amati, discretamente liberi da vincoli commerciali. Album che possono non piacere ma di cui è impossibile non riconoscere il valore. 11 brani in cui si riconosce la penna di Ivano Fossati (ma non si era ritirato?), impreziositi da una buona produzione e, ovviamente, dall’emozionante voce di Mina. Purtroppo c’è qualche “caduta” che non ho apprezzato (“Ladro” e “L’uomo Perfetto” “Niente meglio di noi due”). Ho invece apprezzato – e non poco – la mancanza di autoreferenzialità (è facile cadere nella tentazione) tanto che pare di percepire la gioia di due bambini nel fare musica e non di due consumati veterani. Voto 8,5: media perfetta per un 9 al risultato artistico e 8 in quanto album dai profumi passati (non è un “compito per casa”, di sicuro). Non si richiede innovazione o ricerca a questi due grandi artisti ai quali deve andare il nostro ringraziamento per esserci, ancora, e continuare ad illuminare la nostra strada.

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