Le Pagelle del Fabiet

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Fabio Ranghieroby:

Il mio “motto radiofonico” è “in alto il volume”; con questo tormentone cerco di spronare all’ascolto della musica nelle giuste condizioni e non come semplice sottofondo. Solo in questo modo possiamo arrivare a capire se qualcosa vale o non vale, solo in questo modo potremo godere dei piccoli particolari (se ci sono) che il musicista ha nascosto o cercato di nascondere per impreziosire il proprio lavoro. Non sempre però possiamo alzare il volume, ad esempio in un concerto di musica acustica – senza amplificazione- non potremo mai avere un potenziometro ai nostri ordini ed il classico “potete suonare piano” suonerebbe fuori luogo tanto quanto il “suonare più forte”. Pensiamo a quanto il gruppo davanti a noi potrebbe avere provato certe dinamiche, certi colori con l’unico scopo di regalare a tutti qualche emozione.

Quindi il mio “in alto il volume” è volutamente relativo, dipende dalla vostra situazione. E per chiudere il cerchio, potrebbe essere sostituito da un semplicissimo “abbassate tutto fuorchè la musica”.

Pinegrove – Marigold. Rock “underground” per il gruppo di New Orleans, un quartetto “classico” con batteria basso due chitarre e voce per un album – Marigold – che non si distingue di certo per originalità. Quasi tutti i brani sanno di “già sentito” ma – sopresa – non sono da gettare, si fanno infatti ascoltare per una resa sonora finale di buona qualità grazie a belle idee dinamiche, bel suono di tutti gli strumenti ed una voce che riesce a mantenere vivo l’interesse durante tutti gli undici brani. Non ci sono capolavori nascosti o “hit” da superclassifica. Voto 7: consgliato per i cosidetti “amanti del genere”, i Pinegrove sfornano un Album molto curato fregandosene un po’ dell’ispirazione. Di sicuro a volte può bastare anche il solo “voler far musica” senza grandi pretese se i risultati son questi.


Belle and Sebastian – Days of the Bagnold Summer. Gli scozzesi uniti dal 1996 dal racconto della scrittrice Aubry escono – dopo quattro anni – con un album/colonna sonora. Il film racconta di un’estate trascorsa da un ragazzo amante dell’heavy metal con sua madre. Le canzoni dell’album non sono propriamente “heavy” d’altronde il punto è: che inferno potrebbe essere per il figlio (o per la madre)? E’ su questo gioco dell’opposto che si gioca il tema di film e colonna sonora, le canzoni andrebbero appunto ascoltate sotto quest’ottica. Nulla vieta però di apprezzare le delicate atmosfere inglesi/psichedeliche che in più di un’occasione mi han fatto pensare ad un paesaggio agreste. Se da un lato il gruppo pare aver esaurito la creatività dei primi album dall’altro l’esperienza e la maturità fanno di questo “days of…” un album piacevole da ascoltare a tratti con un po’ di malinconia in testa. Voto 7,5: buon ritorno di Belle & Sebastian, qualità che si mantiene buona per tutto l’ascolto e un pizzico di curiosità, alla fine, che ci porterà a cercare la programmazione del film in questione.

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