Le Pagelle del Fabiet

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Fabio Ranghieroby:

Restiamo tutti in vita!
Si ma come? Semplice: in vita con tanta voglia di nuovi ascolti.
La mia “parte” è proporvene almeno 2 alla settimana sperando che soddisfino il vostro palato. Se la parola d’ordine è “cambiare abitudini” io vi propongo di non ascoltare sempre le stesse cose e andare sul nuovo. Nuovi ascolti, nuovi libri, nuovi film, è il momento ideale per tradire (esatto: tradire) i quiz dalla facile lacrima della sera e le trasmissioni a forte rischio di chiacchiera. Forza!

ps: vi ricordo che “se non è abbastanza” le “Pagelle del Fabiet” possono essere anche lette a ritroso del tempo, basta un clic qui

Albert Cummings – Believe. E’ il momento giusto per scoprire i grandi classici del soul e del blues grazie ad un cantante/chitarrista fra i più conosciuti ed attivi negli Stati Uniti. Se Joe Bonamassa è indigesto Albert piacerà di sicuro: in questo “Believe” riprende grandi brani del passato e li ripropone servendosi della sua chitarra e della sua voce. Non male il risultato che può essere apprezzato anche da chi “mastica” da diverso tempo i brani in questione. Se My Babe, Hold on, Me and my Guitar non vi dicono nulla è il momento per approfondire i grandi nomi del passato come Willie Dixon, Same and Dave e Albert Collins, e tanti altri. Voto 7: un album appetibile per chi vuole conoscere alcuni grandi classici senza “sporcarsi le mani” in vecchie registrazioni, un buon ascolto per tutti gli altri.


Lee Ranaldo – Names of North End Women. Chitarrista dei Sonic Youth, Ranaldo ci fa trovare questa bella sorpresa fresca (ascolto a qualche giorno dall’uscita), una miscela di vecchi suoni analogici e nuovi digitali. Ma Lee è un chitarrista quindi non manca la componente pizzicata che si inserisce perfettamente nella produzione di questi 8 brani. Il risultato è ottimo e a tratti esaltante. In alcuni momenti tende ad essere chiuso, cupo, ermetico e sperimentale ma poi  “tutti i fili vengono tesi al punto giusto”, ogni canzone prende la forma perfetta per essere ascoltata apprezzata e capita fin dai primi ascolti. Voto: 8,5: qualcosa di nuovo esce utilizzando del vecchio. L’ascolto può sembrare difficile all’inizio ma – ve lo assicuro – Ranaldo ha ben curato l’equilibrio fra tutte le facce di questo lavoro. Per il sottoscritto ulteriore occasione per conoscere più da vicino tutto quel che ha fatto nel passato.

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