Le Pagelle del Fabiet

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Fabio Ranghieroby:

Proseguiamo con gli ascolti forzati.
Esattamente è proprio come pensate: è obbligatorio ascoltare quanto proposto e valutato. Volete astenervi? Serve la giustificazione o al massimo l’autocertificazione.

Grandi ascolti anche questa settimana.

Christopher Paul Stelling – Best of Luck. Si dice che questo album arrivi dopo un brutto periodo, il classico album di “redenzione”. A noi poco importa perchè quello che si ascolta è veramente molto buono. Un folk/blues dolcissimo, pulito, sincero, vissuto dalla prima all’ultima nota. Voce e chitarra su tutto, ogni brano è una finestra su un paesaggio diverso, le sorprese arrivano anche dopo diversi ascolti. E’ tutto al posto giusto in questo “Best of Luck” che ha – per il sottoscritto – l’unica colpa di finire troppo presto. 10 brani per poco più di mezz’ora non soddisfano completamente il mio apparato uditivo/emozionale. Proprio per questo mi vedo costretto a riascoltarlo più e più volte. Consigliatisismo. Voto 8,5: la prima cosa che penserete sarà “capita proprio al momento giusto”, riuscirete ad arrivare alla fine e non vorrete più farne a meno.


Al Di Meola – Across the Universe. Ed arrivò il tributo ai Beatles da parte del grande chitarrista Jazz-Fusion Al Di Meola, oggi sessantacinquenne. Come è lecito immaginarsi il chitarrista spazia fra l’interpretazione personale e tributo virtuoso anche all’interno dello stesso brano in completa libertà. Il risultato è un’opera che abbiamo l’obbligo di ascoltare e che probabilmente piacerà anche se non a tutti. Un’ora di brani conosciuti e meno conosciuti (ma ne esistono?). Personalmente mi aspettavo un distacco interpretativo maggiore e forse un po’ profondità in più. Di certo è straordinario ascoltare Al Di Meola e questo vale da sempre il “prezzo” ma ci sono veramente troppi momenti di “intrattenimento” seppur di alta qualità. Voto 8: i Beatles sono nel cuore di tutti, chi non ha dedicato loro un album, una cover, un riarrangiamento. E’ il momento di Al Di Meola, portatore sano di amore verso il quartetto di Liverpool. Ascoltabile e riascoltabile ma cade troppo spesso – per quanto lo stile faccia la sua parte – nel remake “sottofondo”.

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