Le Pagelle del Fabiet

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Fabio Ranghieroby:

Puntata pagellosa leggermente insolita ma non per questo meno importante.

Anzi, importantissima. Innanzitutto è una puntata di pasquetta quindi i migliori auguri per una bella giornata. Oggi, proprio per concedermi un po’ di tempo per andare in montagna, o al mare, rigorosamente con cestino da pic nic e tovaglietta a quadri, presento solo una pagella. Pagella di tutto rispetto, come scoprirete a breve.

Ma non è finita: da oggi “Le Pagelle del Fabiet” (che poi sono io) si presenta con una nuova veste “alternativa” o meglio “stereo edition” come l’ho voluta chiamare. Non avete voglia di leggere? Bene, fate partire il Podcast dedicato, ogni puntata affronta un articolo, lo riassumo e vi faccio ascoltare un brano per album recensito. Bello no? Ovviamente aggiornerò ogni lunedi e lascerò le pagelle più recenti SOLO PER GLI AMANTI DELLA LETTURA. Felicità a mille (per me, cos’avete capito) perchè ora questa rubrica acquista una certa multimedialità. Per festeggiare la partenza oggi pubblico ben 3 episodi con le pagelle uscite nelle prime settimane di marzo. Buona lettura, buon ascolto.

Pearl Jam – Gigaton. Torna uno dei gruppi più rappresentativi degli anni ’90, dopo circa 7 anni dall’ultima uscita discografica (e – da quel che so – dall’ultimo tour). Cosa ci si aspetta da un album dei Pearl Jam? Un suond duro ma pulito, dei brani che facciano esplodere l’impianto ma che promettono fuoco anche dal vivo. Bene – o male – perchè il gruppo pare giocare d’anticipo rinunciando a creare qualcosa di nuovo e puntando su quel rock alternativo che sanno suonare molto bene. Questo è il punto, è un album in cui si trovano perfettamente a loro agio, costruito sul “già sentito” o sul “questo lo suoniamo bene pure oggi”. I brani sono trascinanti – e molto – e tutto gira a meraviglia, la band è in formissima e lo dimostrerà sicuramente in concerto. Il punto è anche che probabilmente nessuno si aspetta più di quel che si sente in “Gigaton” e nessuno ha chiesto nulla di diverso. Voto 7: si ascolta e si fa riascoltare, la batteria mantiene la rotta per tutta la durata dell’album (poco meno di un’ora) e tanto basta per far lavorare tutto il gruppo. Acquisto e ascolto obbligato dei fans che probabilmente avranno già in mano il biglietto per il concerto.

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