Le Pagelle del Fabiet

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Fabio Ranghieroby:

Cosa ascoltare quando si ascolta?

A cosa prestare attenzione? Provate a fare così:

1° ascolto: ovviamente si ascolta il brano in generale, si prende confidenza con esso e si cerca di capire se, in base alla struttura, al testo, alla complessità, al numero degli strumenti musicali utilizzati vale un secondo o un terzo ascolto. (vale anche il semplice livello di seduzione provocato)

2° ascolto: si tratta di un semplice riascolto, senza punti interrogativi. Solo alla fine cercate di capire se il livello emozionale o di coinvolgimento del brano è abbastanza alto da indurre al terzo ascolto (si passa al terzo anche se siete al livello di “fan sottomesso”);

3° ascolto (critico) : percepite la struttura del brano, identificatela e cercate di capire se è la “solita struttura canzone” o se ci sono delle varianti (interessanti o meno non importa). Identificate gli strumenti che suonano e le parti, cercate di capire se si tratta di accompagnamento canonico o se ogni strumento suona parti complesse (complesso non è difficile, è ricerca di suono o di note per impreziosire il brano) (no non è vero che più note si fanno più si impreziosisce, spesso è il contrario). Ad esempio percepite il basso? E la batteria? Isolateli. Suonano assieme? Rendono cantabile quel che fanno? Interagiscono con il brano o seguono una linea ibrida. Piano/tastiere fanno semplici accordi di accompagnamento? Arpeggi? Assoli? Va da se’ che il terzo ascolto comprende più ascolti, anche parziali;

4° ascolto: tornate ad una visione (visione?) d’insieme, cercate di capire se suoni, arrangiamenti, note sono state pensate per rendere il brano unico, se c’è attinenza con il testo (se c’è), se ci sono perlomeno momenti di sorpresa (stacchi o special) durante il brano.

Tutto questo serve per dire se un brano merita o meno? NO. Però avrete affrontato l’ascolto con degli obiettivi che garantiscono una certa profondità e appagamento.

Di seguito l’ormai consueto Podcast legato alle Pagelle in cui rileggo non integralmente il voto dato e si ascolta un brano contenuto nell’album.

Joan as a Police Woman – Cover Two. Secondo capitolo delle Cover secondo Joan Wasser, in arte “Joan as a Police Woman”. Perchè si arriva al primo album di cover? Forse quando le idee sono un po’ in sciopero, oppure nel momento in cui si raggiunge un discreto successo torna la voglia di cantare i brani che ti hanno influenzato, brani a cui sei legato per qualche motivo. Non lo so però Joan è al secondo episodio, si vede che il motivo, qualunque esso sia, è ben radicato. Si tratta di 10 brani tutti interessanti grazie all’ottima interpretazione della cantante e ai quasi sempre interessanti arrangiamenti. Cito – semplicemente perchè è conosciutissima – ed invito come minimo all’ascolto di “kiss” (Prince) perlomeno per rendere l’idea del lavoro chirurgico che è stato fatto. Ci sono comunque momenti meno entusiasmanti (e purtroppo uno di questi è “Life’s what you make it”). Mentre scrivo sto ascoltando “On the Beach” e posso affermare che è la cover più riuscita dell’intero Album. E’ tutto molto cupo, siete avvisati. Voto 7,5: Joan si conferma brava cantante ed ottima interprete, piena di idee anche quando si tratta di fare cover riarrangiate. Siamo però al secondo episodio, che non diventi un’abitudine (anche se, visto il risultato, possiamo anche chiudere un altro occhio).


Subsonica – Mentale Strumentale. “Le royalties dell’album sostengono la Fondazione Caterina Farassino, impegnata con il progetto “Respira Torino” a supportare gli ospedali di Torino e Asti, mediante la fornitura di dispositivi per l’emergenza sanitaria.”
Questo potrebbe bastare per un “acquisto senza passare dal via”, senza ascoltare l’album. Invece questo reperto archeologico (è un lavoro che risale al 2004 ma mai pubblicato per la contrarietà dell’etichetta discografica) è esaltante per l’incredibile varietà di idee contenute. Un lavoro da 10 e lode con i suoni (si tratta – ovviamente sono i subsonica – di suoni elettronici/sintetici per la maggiore) ed il coraggio di non far cantare nessuno. Per questo motivo va riascoltato, cosa non faticosa visto il sorprendente impatto della prima volta. Un lavoro importante che posiziona i Subsonica nel punto più alto della musica elettronica in Italia.  Voto 9 : alti i volumi e tanta concentrazione, mi chiedo perchè non sia stato pubblicato prima – salvo non si siano sciolti solo ora obblighi legali – è un regalo vero e proprio che arriva al momento giusto. Non facile ma nemmeno così ermetico da farvi stare alla larga. 

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