Le pagelle del Fabiet

Fabio Ranghieroby:

BlogMusicaRecensioni

Da oggi Radio Noventa (il sito) parte con i “consigli per gli acquisti discografici”. Cosa è meglio ascoltare? Se vi fidate di noi, seguiteci!

Il primo Album che prendiamo in esame è quello degli italiani “Thegiornalisti” : “Love“. Uscito ancora il 21 settembre scorso presenta 10 brani più un’Overture di un minuto abbondante. La presenza di questa “overture” strumentale non deve farci sognare troppo: si tratta di 10 canzonette molto nostalgiche che si rifanno (per quel che ricordo) a sonorità e temi tipici delle canzonette italiane di fine anni ’70 o forse primissimi anni ’80. In particolare il modo di cantare mi ricorda Umberto Tozzi, quello di “Stella Stai” e “Tu”. Da ascoltare con nostalgia una volta, questi ragazzi sanno sicuramente fare il loro mestiere, fanno i ruffiani ma alla fine testi e canzonette finiscono per assomigliarsi tutte.
Voto 5: album che vale qualche ascolto nostalgico mentre ci facciamo la doccia.

 

Di tutt’altro tenore l’Album di Lenny Kravitz “Raise Vibration” che mescola sonorità rock bianche a soul e rhythm’n’blues nero. 12 brani trascinanti guidati dalla chitarra e dalla voce di Lenny, uno più ricercato dell’altro. Arrangiati in modo splendido, ogni brano nasconde più di una sorpresa e continue emozioni. Si passa dalla soul-funky “Low” alla pop song “5 More Days ‘Til Summer”, ma non esiste un brano più importante. Tripudio di suoni che spingono l’ascoltatore ad alzare il volume sempre di più e a riascoltare tutti i brani una volta finito l’album. Era da un po’ che non mi esaltavo così per una nuova uscita, potrebbe meritare più del voto massimo se non fosse per alcuni “dejà vù”, d’altronde le forti influenze di Lenny si sono sempre fatte sentire ed è giusto così.
Voto 10: potrei sbagliare ma questo è uno di quei capolavori che sarà un piacere riascoltare anche fra molti anni.

 

E passiamo all’omaggio di Giorgia al Pop, al suo “Pop Heart”. La voce di Giorgia non è assolutamente in discussione e queste cover stanno li a provarlo. L’Album presenta brani italiani (Ramazzotti, Zucchero, Pino Daniele) e non (Madonna, Whytney Houston): Giorgia si trova sempre a suo agio anche nei brani “ostici”, una bella prova la sua non supportata purtroppo da arrangiamenti convincenti. Se alcuni brani sono ben arrangiati (Dune mosse forse è quella che mi piace di più) altri sono monocromatici, pigri, semplici. Si son scelte sonorità “moderne” e anonime per acchiappare più pubblico possibile (presumo) dimenticando che almeno 5/6 brani con strumenti più tradizionali potevano anche fare la differenza. Alti e bassi quindi per un disco “mancato” o una “semplice dimostrazione di forza di Giorgia” che comunque tiene banco, è sicuramente una delle nostre voci più belle e “nere”.
Voto 6,5: Italia patria del ben canto, della bella voce, ma per fare la differenza servirebbero anche arrangiamenti e originalità.

Vi aspetto al prossimo appuntamento con le mie “pagelle”. Avete dei suggerimenti?

Scrivete a :info@radionoventa.it

Scrivi un commento

CARICO...