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Perseo nel Mississippi

Articolo della prof. Angiolina di Capua

Ha chiuso la sotto-rassegna dei titoli in versione originale organizzata dall’Istituto Masotto la proiezione di “Mississippi Burning” del regista britannico Alan Parker a cura della docente di Lingua inglese Francesca Viscidi. Uscita nelle sale nel 1988, la pellicola è ispirata ai fatti realmente accaduti nella contea di Neshoba, Mississippi, nella notte tra il 21 e 22 giugno 1964, quando alcuni membri del Ku Klux Klan, capeggiati dal vicesceriffo e coperti dallo sceriffo, assassinarono tre giovani attivisti per i diritti civili degli afroamericani. Evidente il legame con l’Alterità, il tema a cui è dedicata quest’anno la rassegna cinematografica nell’ambito del progetto “Specchi di Perseo”. Secondo la professoressa Viscidi, infatti, il film è un potente atto di accusa del razzismo che consiste in una forma di assoluta non accettazione dell’Altro.Seppur girata trent’anni fa, l’opera non ha perso nulla della sua forza comunicativa e funge da utile strumento di conoscenza per i ragazzi del terzo millennio di eventi tragici della storia recente che, tuttavia, non rientrano nei programmi curricolari svolti a scuola.
Il fenomeno del Ku Klux Klan, l’organizzazione segreta sorta negli Stati Uniti nell’Ottocento con finalità terroristiche e contenuti razzisti, rappresenta una macchia indelebile nella storia di una nazione che ha fatto dei valori di libertà e democrazia il suo baluardo. Non solo. A ben vedere, può esser considerato come l’apice cruento ed estremista di un soggiacente razzismo verso la comunità afroamericana di cui la società statunitense appare ancora oggi intrisa, nonostante il suo melting pot e l’era obamiana appena trascorsa. Doveroso, dunque, consentire agli studenti attraverso la premiata pellicola di Parker di scoprire pieghe del passato e riflettere così sulle conseguenze anche estreme di un non-riconoscimento dell’Altro, in questo caso un afroamericano che in realtà è uguale a noi stessi.
Le tematiche affrontate da “Mississippi Burning” risultano, pertanto, attualissime in relazione anche agli attuali scenari che coinvolgono la politica europea e italiana nell’approccio al fenomeno delle migrazioni. Come sostenuto dalla docente Viscidi, in tempi di costruzioni di muri e proclami di respingimenti, è necessario che i giovani prendano coscienza che sul tema specifico della discriminazione e persecuzione razziale, malgrado gli enormi progressi registrati negli Stati Uniti negli ultimi decenni, resta ancora lunga la strada da percorrere in vista di una piena uguaglianza sociale scevra da ogni pregiudizio.
In un mondo globalizzato e iper-connesso è sempre il singolo individuo a scegliere la direzione giusta da intraprendere. Ciascuno di noi è chiamato a rispondere in prima persona.