¡POP CORN! & Jojo Rabbit

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Fabio Sossellaby:

TITOLO DEL FILM: JOJO RABBIT
ATTORI PRINCIPALI: ROMAN DAVIS, TAIKA WAITITI, SCARLETT JOHANSSON, THOMASIN MCKENZIE
ANNO DI USCITA NELLE SALE ITALIANE: 2019
DURATA: 108 MINUTI
GENERE: COMMEDIA, DRAMMATICO, GUERRA
REGIA: TAIKA WAITITI

TRAMA

Jojo Rabbit è la storia di un dolce e timido bambino tedesco di dieci anni, Jojo Betzler, soprannominato “Rabbit” in seguito ad un episodio con un piccolo coniglio, appartenente alla Gioventù hitleriana durante i violenti anni della Seconda guerra mondiale.
Siamo nella Germania del 1944, il padre di Jojo è al fronte in Italia, mentre sua madre, Rose,  si prende cura di lui, dopo la morte della sorella.
Il bambino trascorre le sue giornate in compagnia di Yorki, il suo unico vero amico, e frequentando un campo per giovani nazisti, gestito dal capitano Klenzendorf. Sebbene sia considerato strambo dai suoi coetanei, il ragazzo si sente un nazista avvantaggiato perché ha un amico immaginario molto particolare: una versione grottesca e caricaturale di Adolf Hitler.
Jojo odia gli ebrei, nonostante non ne abbia mai visto uno, è fermamente convinto che sia giusto ucciderli.
La sua visione nazista del mondo cambia completamente quando scopre che sua madre nasconde in soffitta una ragazza ebrea.
Da questo momento in poi Jojo dovrà fare i conti con i dubbi crescenti verso il nazionalismo e, in questo dissidio interiore, verrà aiutato soltanto dal suo amico immaginario Adolf.

 

GIUDIZIO PERSONALE

Il genio di Taika Waititi ha colpito ancora, grazie alla sua intelligenza e il suo estroverso senso dell’ironia, scrive e dirige una commedia satirica che vede al centro della storia l’amico immaginario di un ragazzino tedesco durante la seconda guerra mondiale, che altri non è che una bizzarra e ridicola versione del dittatore Adolf Hitler.
Waititi, figlio di madre ebrea e padre maori, lotta da sempre contro il pregiudizio e con la sua satira “anti-odio” ha scelto di seguire le orme in questo campo di alcuni dei suoi eroi cinematografici: Mel Brooks, Charlie Chaplin, Ernest Lubitsch e Stanley Kubrick.
Il film è visto dalla soggettiva del piccolo Jojo; ogni scena, ogni intervento dell’immaginario Hitler, sono vincolati dalle emozioni che può provare un ragazzino di soli 10 anni, il cui mondo, nel corso del racconto, cambia in maniera abissale. L’esempio più significativo è dato dall’evoluzione che prende il rapporto con la ragazza ebrea, che, inizialmente, sembra quasi uscita da un film horror, vista dal piccolo Jojo come un alieno capace di cose orribili, rapporto che, lungo la storia, cambia in maniera assoluta, fino ad essere ribaltato.
Il fatto di rielaborare la tragedia più grande del 1900 in forma di gioco da parte di un bambino  funziona alla grande, rendendo ancora più atroce l’idea di quegli anni.
Grazie a Jojo riusciamo a capire come il nazismo potesse attaccare e distruggere l’innocenza di quei bambini, approfittando della loro ingenuità per poterne facilmente abusare, rendendo così positive e giuste, ai loro occhi, azioni di inaudita crudeltà verso il genere umano.
Le interpretazioni di tutti gli attori protagonisti rendono al massimo, sopratutto quella dello stesso Waititi, che porta alla ribalta un Hitler inventato da lui stesso che ha l’unico scopo di sensibilizzare attraverso le esagerazioni (esempio lampante la scena nella quale la Gestapo va a casa di Jojo e viene ripetuto “Heil Hitler” ben 31 volte in un minuto, dimostrando l’assurdità dei protocolli nazisti).  Waititi in un intervista dichiara “Quando qualcosa mi sembra un po’ troppo semplice, mi piace portarci il caos. Ho sempre creduto che la commedia fosse il modo migliore per far sentire più a suo agio il pubblico”. In questo il film riesce alla grande, riuscendo nel grande intento di metterti a proprio agio, nonostante i temi di grande drammaticità, e, contemporaneamente, di crearti un senso di fastidio nel vedere come il Nazismo giocasse con la mente dei bambini per guadagnare consenso pubblico.
Concludo dicendo che in Jojo Rabbit la risata è assicurata, come la sensibilizzazione a quel periodo storico. A mio modesto parere questo film dovrebbe essere proposto, visto e rivisto in ogni classe di ogni scuola italiana.

“Se riesci a rendere ridicolo Hitler, hai vinto”

Taika Waititi

 

Si può definire con una sola parola…un capolavoro.

VOTO: 10 & lode

 

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