Restiamo connessi: l’appuntamento delle maestre Doriana e Stefania

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Giulia Amadioby:

In questi giorni di lontananza sono molti gli insegnanti che stanno provando a restituire un momento di quotidianità ai loro ragazzi. Le maestre Doriana e Stefania della classe seconda della scuola Primaria “Edmondo de Amicis” di Saline di Noventa Vicentina ci hanno raccontato della loro iniziativa, l’appuntamento Prima di Dormire, il loro modo di restare connessi con gli alunni.

Com’è nata l’idea di leggere delle favole al telefono ai vostri ragazzi?
La giornata era cominciata con un senso di vuoto e di tristezza infinita, bisognava fare qualcosa per non perdere il contatto con la quotidianità, che per noi insegnanti vuol dire voci, grida, risate , rumore….bambini insomma. E così ho pensato che sentire la voce di chi ti sta accanto ogni giorno può essere fonte di serenità e diventare consolatorio in mezzo alle difficoltà. Noi a scuola leggiamo ogni giorno e volevo che questa abitudine continuasse anche in questo momento di difficoltà.
Ho pensato al Ragionier Bianchi, il protagonista de Le Favole al Telefono di Gianni Rodari: era rappresentante di commercio e sei giorni su sette girava l’Italia intera vendendo medicinali. La domenica tornava a casa sua e il lunedì mattina ripartiva. Ma prima che partisse la sua bambina gli diceva: “Mi raccomando papà: tutte le sere una storia.” Così ogni sera, dovunque si trovasse, alle nove in punto il ragionier Bianchi chiamava al telefono Varese e raccontava una storia alla sua bambina.
Allora io e la maestra Stefania abbiamo pensato di diventare il ragionier Bianchi registrando per i bambini delle favole al telefono. E così, a partire dalla sera del 5 marzo, i bambini ricevono un audio registrato con le voci narranti delle loro maestre: ogni sera, prima di dormire, una favola.

Com’è stata accolta questa iniziativa? Sia parte dei genitori, ma soprattutto da parte dei vostri alunni.
I genitori hanno accolto la proposta con molto entusiasmo, sottolineando il rapporto di affetto e di dolcezza che così continuava ad esserci tra insegnanti e bambini nonostante l’assenza. I bambini hanno espresso da subito il desiderio di ascoltare le favole ogni sera.Una sorta di peluche, una coperta per sentirsi al sicuro. È forte il loro bisogno di riti per scacciare la paura. Una mamma ci ha raccontato che la sua bambina risponde alle maestre come se fossero presenti nella sua stanza. Un’altra mamma ascolta le favole con il suo bambino scegliendo il lettone come rifugio.

Questa esperienza vi ha permesso di dare un nuovo valore alla tecnologia?
Io e la mia collega abbiamo utilizzato semplicemente il nostro cellulare, perché la motivazione non era produrre audio professionali. Questa volta la tecnologia ha permesso di raggiungere una finalità importante. E il brusio di sottofondo o una qualità mediocre non hanno impedito di arrivare al cuore dei bambini.

Al di là di questa “vicinanza telematica”, cosa sperate di poter trasmettere ai genitori, che in un certo senso si trovano a dover ricoprire il ruolo anche dell’insegnante i questi giorni difficili?
I genitori hanno sentito il sostegno di noi insegnanti in un momento di disorientamento. Hanno colto che le parole possono avere un grande valore , possono essere un luogo di ritrovo e di confidenza per piccoli e grandi. Noi non facciamo una lettura copiando gli attori – non è il nostro obiettivo – .
Prima di dormire è un appuntamento con la fantasia, non a caso leggiamo Gianni Rodari, che della fantasia è il maestro!

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