“Restiamo Connessi” – L’impegno della Protezione Civile

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Giulia Amadioby:

Sappiamo bene che ruolo stiano giocando le associazioni in questa partita, soprattutto quelle i cui volontari sono impegnati in prima linea. Abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Dario De Mori, Responsabile della Squadra Protezione Civile ANA del Basso Vicentino con il quale abbiamo potuto ripercorrere i momenti e le attività principali dell’impegno della Protezione Civile sul nostro territorio. 

1. Ricostruiamo questo ultimo mese. Quando sono iniziate le vostre operazioni?
Le nostre operazioni per l’emergenza Coronavirus sono iniziate il 27 Febbraio con il montaggio della tende presso l’Ospedale Pietro Milani di Noventa Vicentina. La fase più impegnativa è iniziata a metà marzo. Dal 14 infatti alcuni nostri volontari si sono recati a Monselice per riportare in operatività il vecchio ospedale. Contemporaneamente sono iniziate anche le operazioni nell’Area Berica, in particolare a Noventa, Campiglia , Pojana Maggiore, Nanto e Castegnero, dove collaborando con altre associazioni stiamo effettuando la distribuzione di generi alimentari e farmaci e mascherine. Abbiamo dato il nostro supporto alle associazioni locali, per esempio ci siamo recati al Banco Alimentare di Verona per ritirare beni di prima necessità destinati a persone e famiglie in difficoltà; ci siamo resi disponibili anche per la loro distribuzione.
Siamo poi impegnati con alcuni volontari presso il nuovo deposito Triveneto della nostra Associazione a Campiglia dove in collaborazione con la Regione Veneto si effettua lo stoccaggio e lo smistamento dei materiali.
Infine in questi giorni alcuni Comuni stanno chiedendo il nostro aiuto per la distribuzione dei nuovi buoni spesa.

2. Arrivando a questi ultimi giorni, siete stati impegnati nella consegna delle mascherine…
Per quanto riguarda la distribuzione delle mascherine a Noventa Vicentina l’attività è stata gestita in completa sinergia e con la massima collaborazione tra la nostra Squadra Protezione Civile ANA del Basso Vicentino, il Nucleo Protezione Civile dei Carabinieri in congedo di Noventa Vicentina, l’Amministrazione Comunale di Noventa Vicentina e numerosi privati cittadini che si sono spontaneamente messi a disposizione.
Abbiamo suddiviso l’area in varie zone e per ognuna di esse è stato preparato un fascicolo con le vie limitrofe da consegnare ai volontari per effettuare la distribuzione porta a porta delle mascherine, ne sono state distribuite due per famiglia, e distribuzione è avvenuta in tre giorni. Un’attività simile è stata svolta dai nostri volontari anche nei paesi limitrofi, Campiglia, Castegnero, Nanto e Pojana Maggiore. 

3. Sicuramente il vostro ruolo non lascia troppo spazio ai sentimenti, come avete gestito la paura?
Beh, la paura è un sentimento che fa parte della natura umana ma dobbiamo cercare di conviverci al meglio, sarebbe rischioso non avere paura! Siamo consapevoli che il COVID è pericoloso ma siamo altrettanto coscienti che, con le dovute precauzioni – i famosi DPI – e con gli opportuni comportamenti possiamo proteggerci.
I nostri famigliari ovviamente sono preoccupati, restare chiusi in casa di questi tempi sarebbe sicuramente meno rischioso, ma sanno che quello che facciamo lo facciamo in modo responsabile. Penso che tutti i famigliari di coloro che fanno volontariato a favore del prossimo, in un certo modo danno il loro contributo in quanto accettano e condividono la nostra scelta che, di fatto, comporta il fatto di  sacrificare un po’ di tempo alla famiglia. Credo sia giusto ringraziare anche loro!

4. Ogni situazione di emergenza o ogni vostro impegno comunque vi dona qualcosa che vi portate in termini umani.. cosa vi portate a casa alla fine di queste giornate?
Ogni situazione di emergenza ci lascia un segno, lascia ricordi indelebili che restano per sempre nella nostra memoria. Io dico sempre che, già il fatto che noi in quei momenti ci troviamo dalla parte di chi aiuta, ci rende fortunati rispetto alle persone che stiamo aiutiamo per cui quello che stiamo facendo è un piccolo aiuto materiale ma soprattutto un segno di solidarietà e vicinanza verso queste persone in difficoltà.
Ci sarebbero tanti aneddoti da raccontare… ma vorrei ricordare, in generale, tutti quei “GRAZIE” che riceviamo attraverso un semplice sguardo. Ecco, quello vale più di tutti gli aneddoti possibili! •

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