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Rosa Brunello e l’album Shuffle Mode con Los Fermentos

Un’attitudine musicale unica che passa dal basso elettrico al contrabbasso percorrendo le dinamiche del jazz, del rock, del reggae, dell’elettronica.. Composizioni che parlano di lei, dei suoi ascolti e della sua storia musicale, dei suoi viaggi, dei suoi sogni, del suo modo di guardare la vita con curiosità perenne. Un’esperienza come leader iniziata circa 9 anni fa che l’ha portata nel 2015 a consolidare Los Fermentos e ad uscire a febbraio 2019 con l’ultimo album “Shuffle Mode”. Questo e tanto altro è Rosa Brunello.

Una bassista e contrabbassista, una giovane donna, una compositrice che diventa molto presto leader del suo gruppo. Come vivi questo ruolo che senz’altro cela non poche difficoltà?

Il fattore umano ha un peso enorme, è tantissimo. Ho avuto difficoltà ad imparare a pormi nel modo migliore. Molte cose le ho superate, su altre ci sto ancora lavorando. Avere la giusta “autorità” non è affatto semplice e per me è stato un imparare un po’ alla volta. Sull’essere una musicista donna non mi viene da soffermarmi, per me è importante lavorare, studiare, imparare a gestire le situazioni, non farsi mettere i piedi in testa e, cosa fondamentale, imparare dagli errori. Devo dire che è una sfida continua ma è anche una soddisfazione.

Qual è stata fin’ora la tua più bella soddisfazione musicale?

Guarda, devo dire che ogni volta che faccio un bel concerto la soddisfazione è tanta, la musica e il rapporto con gli altri componenti del gruppo ripagano di tutto.

… Però mi fai venire in mente questo ricordo ..avevo 19 anni, giovanissima a New York chiacchierando con Ferenc Nemeth, bravissimo batterista e amico. Ad un certo punto mi disse di prendere un foglio e scrivere come avrei voluto vedermi a 25 anni, “poniti degli obiettivi – mi disse – e a 25, 27, 30 anni, quando vorrai, rileggi il foglio e vedi cosa è successo”. Ho tardato un paio d’anni ma il mio obiettivo più grande l’ho raggiunto: viaggiare con la musica. Da tempo ormai mi sposto molto, non solo in Italia ma in Europa, Giappone, Sudamerica. Oggi vengo chiamata perché sono Rosa Brunello, non perché suono il basso ma perché suono il basso come lo suono io e questa è una soddisfazione enorme che spero tanto continui sempre.

Ci hai dato una bella idea! una lista di obiettivi messi nero su bianco da riaprire tra 5 anni…

E continuando a parlare di scrittura tu racconti che i brani del tuo primo album “Camarones a la plancha” ti sono usciti con tale velocità, così di getto da lasciare sorpresa anche te. È stato così anche per le composizioni successive?

Photo by Damiano Xodo

I momenti di composizione per quanto mi riguarda vanno e vengono. A volte arrivano senza cercare, quasi a sorpresa e rapidamente, altre volte devo dedicarci più tempo.. avere uno stimolo esterno come una scadenza può diventare un incipit positivo. Devo dire che anche l’ultimo lavoro uscito a febbraio “Shuffle mode” è stato veloce, avevo già tanto in testa.

Parlaci del tuo ultimo progetto.

È un album a cui tengo moltissimo, rappresenta un ritorno a tutto quello con cui ho iniziato, il basso elettrico, il reggae, l’elettronica, il rock.  Ho voluto spingere, creare qualcosa di energico e ballabile. Riuscire a far ballare il pubblico è bellissimo, mi emoziona, quando alla fine di un concerto qualcuno viene a dirmi che ha ballato tutto il tempo io penso “ok, ci siamo”.

È un progetto più difficile da vendere perchè non è jazz, non è rock, non è questo, non è quello, però io sento che mi rappresenta perfettamente in questo momento.

E la componente d’improvvisazione del jazz?

Quella c’è sempre ma con sonorità dub, elettroniche, più legate ad altri generi. All’ascolto non si riconosce il free a cui siamo abituati ma di fatto lo è.

Improvvisare è divertimento e noi ci divertiamo molto.

Los Fermentos: Michele Polga, Frank Martino, Rosa Brunello, Luca Colussi. Ascoltandovi e guardandovi nei live si percepisce grande intesa e sintonia. Come siete come gruppo?

Mi fa piacere che arrivi questo perchè è così. Abbiamo un rapporto meraviglioso, sia musicalmente che umanamente. Dalla prima prova alla registrazione del disco abbiamo portato avanti tutti e quattro la stessa idea, in maniera univoca, sempre con grande rispetto, stima e sincerità. Sono davvero felice che il mio gruppo siano loro.

Un brano che quando ascolti o suoni dici “questa sono io”?

Un po’ tutti quelli dell’ultimo album, ma se devo sceglierne uno ti dico “Be Human”. All’inizio per questo brano avevo in mente un suono, mi trovavo a Berlino a studiare e avevo dei musicisti con cui si provava spesso. Tutto acustico, lento, minimale. Alla fine quando sono tornata si è evoluto in un pezzo rock elettronico, molto energico. La storia di questo brano è indicativa, come ti dicevo prima..ha dentro tutto ma non è né questo né quello, proprio come me [ride].

Intervista e illustrazione di Federica Fred Bortoluzzi

www.rosabrunello.com

su facebook: Rosa Brunello , Rosa Brunello y Los Fermentos

 

Photo by Fabio Rizzini