Sopravvivere all’arte antica

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Valeria Francoby:

Spesso l’arte è difficile da capire, e l’arte antica, contrariamente a quanto si tende a credere, può essere meno semplice da apprezzare da quella contemporanea. Tutti sono d’accordo considerare di enorme valore le opere maggiori di Michelangelo o Leonardo, ma in una galleria civica o in un museo dell’opera di un qualche duomo, che comprenda collezioni di varie epoche, spesso il visitatore non esperto è quasi oppresso da serie infinite di immagini sacre (madonne, santi ed angeli) che fa fatica a comprendere ed apprezzare al di là del senso religioso. E’ controintuitivo, ma Picasso risulta talvolta più facile da gradire, semplicemente perché parla una lingua più vicina ai nostri tempi. E allora suggerisco, per avvicinarsi anche all’arte più antica, di lasciar perdere l’insieme della scena e soffermarsi invece sui dettagli, che sono una miniera di curiosità: i vestiti, le scarpe, i gioielli, le decorazioni delle vesti, gli oggetti, gli strumenti musicali, le tipologie di ali, gli abbinamenti dei colori, animali e fiori…

In un video ho raccontato del colore delle ali degli angeli nell’arte e di com’è cambiato nei secoli. Soffermarsi, quasi per gioco, ad osservare di che colore sono le ali degli angeli nei quadri e negli affreschi, può essere un modo davvero alternativo di visitare un museo ed uno spunto per avvicinarsi a queste opere.

 

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