Villeggendo: le Persone e i Mondi di Angelo Panebianco

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Fabio Ranghieroby:

Questa sera alle 21 Villeggendo è a Vicenza (entrata gratuita) in Villa Ghislanzoni Curti (Via San Cristoforo 73). Angelo Panebianco presenterà il libro “Persone e Mondi“.

Che rapporto c’è fra le persone comuni, uomini e donne che non detengono posizioni di autorità, e le vicende internazionali? Quanto e come le loro azioni influenzano la guerra e la pace, i rapporti fra l’economia e la politica internazionale e, più in generale, i legami fra i diversi gruppi umani? Che rapporto c’è fra quelle stesse azioni, le tradizioni culturali dei diversi territori, e le politiche estere degli stati? Per rispondere a tali interrogativi occorre guardare oltre il mero ruolo delle élites: le classi dirigenti infatti interagiscono, in modi spesso molto complessi, con una molteplicità di individui che stanno al di fuori delle ristrette cerchie del potere. Questo libro propone un punto di vista inconsueto e lenti teoriche originali per esplorare il modo in cui le azioni individuali e le interazioni fra individui condizionano vicende apparentemente così lontane dalla vita quotidiana, nell’intento di rendere più comprensibili i complicati processi che governano le arene internazionali.

Dopo aver conseguito la laurea in Scienze politiche presso l’Università di Bologna nel 1971, l’anno seguente ha ottenuto un Degree in International Affairs dalla Johns Hopkins University presso il suo Bologna Center. Ha svolto attività di ricerca presso la Harvard University, l’Università della California a Berkeley, la London School of Economics and Political Science. Nel 1977 ha contribuito al libro I nuovi Radicali (Mondadori 1977). Alla divulgazione del problema della libertà in rapporto a quello del potere ha dedicato, tra l’altro, Il Prezzo della libertà (Il Mulino, 1995). Alcuni dei suoi interventi in qualità di editorialista del Corriere della Sera sono raccolti in L’Italia che non c’è. Riflessioni e polemiche (Rizzoli, 1994). Dal 1985 al 1990 ha fatto parte del comitato di redazione della rivista di cultura e politica il Mulino, pubblicata a Bologna. Dal 1991 al 1996 ha fatto parte del comitato di direzione.  Dal 1989 è docente alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna. Negli anni novanta è stato tra i fondatori della facoltà di Scienze Politiche “Roberto Ruffilli” dell’Università di Bologna, sede di Forlì, e direttore dell’omonima biblioteca. Dal 1991 al 1995 è stato presidente dell’indirizzo politico-internazionale del corso di laurea omonimo, incardinato nella medesima facoltà, insegnando Scienza politica e Politica internazionale. Coinvolto nel processo di riforma dell’università italiana (riforma Berlinguer e riforma Moratti), il 6 marzo 2001 ha pubblicato, insieme cpm Luciano Canfora, un appello dal titolo “Riformiamo la riforma”. L’appello critica la «gabbia d’acciaio, una cappa rigidissima che mortifica almeno quanto il precedente assetto l’autonomia universitaria, non tiene conto delle obiettive diversità (disciplinari, metodologiche, ecc.) fra i diversi corsi di studio universitari e, tutto appiattendo, rischia di accelerare, non di frenare, il processo in atto di deterioramento del sistema universitario». Suggerisce, al tempo stesso, tre interventi volti a «sanare i guasti maggiori». È professore all’Alma mater studiorum Università di Bologna, dove insegna Sistemi internazionali comparati presso la Facoltà di Scienze politiche. Ha insegnato Teoria politica e Geopolitica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

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